04. 01. 2015

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anno 24  n. 06   

 

 

 

  Epifania

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candela1Sabato 20 dicembre i bambini, i ragazzi e gli  animatori dell’Oratorio ci hanno portato, assieme agli auguri, una piccola candela, come segno della luce che illumina il sentiero che conduce a Gesù e che anche i Magi hanno percorso. Ora i Magi stanno arrivando e con loro arriviamo anche noi, con la nostra piccola luce. Accogliamo l’invito di portare in chiesa, il giorno dell’Epifania, la luce che abbiamo ricevuto e poniamola davanti al presepe.

Sarà segno del cammino interiore che la nascita di Gesù ha provocato in noi e che noi, con la grazia dello Spirito Santo, siamo disponibili a percorrere. Non camminiamo da soli, siamo Chiesa, una comunità in cui ciascuno procede con la propria andatura, ma in un andare condiviso e per tutti orientato a Gesù.

E come i Magi anche noi, forse, faremo ritorno alle nostre case per una strada diversa. Non perché la strada di prima era sbagliata, ma perché l’incontro con Gesù va custodito e difeso da tutto ciò che lo minaccia, come si fa con ciò che è prezioso e importante.

La Sua manifestazione apre nuovi percorsi e dona parole nuove, e non può essere né fermata né taciuta. Riprende il tempo ordinario, nella liturgia e nella vita, ma illuminato da una luce nuova.     

                                                                                                          Rita

 

     

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Non più schiavi, ma fratelli

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Messaggio di papa Francesco

per la 48ª Giornata Mondiale della Pace 2015

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All’inizio di un nuovo anno, che accogliamo come una grazia e un dono di Dio all’umanità, desidero rivolgere, ad ogni uomo e donna, ad ogni popolo e nazione del mondo, i miei fervidi auguri di pace, affinché cessino le guerre, i conflitti e le tante sofferenze provocate dalla mano dell’uomo. La piaga dello sfruttamento ferisce gravemente la vita di comunione e la vocazione al rispetto, alla giustizia e alla carità. Tale abominevole fenomeno assume molteplici forme sulle quali desidero brevemente riflettere, affinché, alla luce della Parola di Dio, possiamo considerare tutti gli uomini “non più schiavi, ma fratelli”.

            Il tema che ho scelto per il presente messaggio richiama la lettera di san Paolo a Filemone, nella quale l’Apostolo chiede al suo collaboratore di accogliere Onesimo, già schiavo dello stesso Filemone e ora diventato cristiano e, quindi, secondo Paolo, meritevole di essere considerato un fratello. Purtroppo, tra la prima creazione narrata nel Libro della Genesi e la nuova nascita in Cristo, che rende i credenti fratelli e sorelle del «primogenito tra molti fratelli» (Rm 8,29), vi è la realtà negativa del peccato, che più volte interrompe la fraternità creaturale e continuamente deforma la bellezza e la nobiltà dell’essere fratelli e sorelle della stessa famiglia umana. Di qui, la necessità di una conversione continua all’Alleanza. L’essere figlio di Dio comporta l’imperativo della conversione: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo» (At 2,38).

            Oggi la schiavitù è stata formalmente abolita nel mondo. Eppure tanti lavoratori e lavoratrici, anche minori, sono asserviti nei diversi settori. Molti migranti soffrono la fame, vengono privati della libertà, spogliati dei loro beni o abusati fisicamente e sessualmente. Altri, giunti a destinazione dopo un viaggio durissimo e dominato dalla paura e dall’insicurezza, sono detenuti in condizioni a volte disumane. Altri ancora, spinti alla clandestinità, accettano di vivere e lavorare in condizioni indegne.

            Penso al “lavoro schiavo”. Penso alle persone costrette a prostituirsi, tra cui molti minori, ed alle schiave e agli schiavi sessuali; alle donne forzate a sposarsi, a quelle vendute in vista del matrimonio o a quelle trasmesse in successione ad un familiare alla morte del marito senza che abbiano il diritto di dare o non dare il proprio consenso. Minori e adulti, sono fatti oggetto di traffico e di mercimonio per l’espianto di organi, per essere arruolati come soldati, per l’accattonaggio, per attività illegali come la produzione o vendita di stupefacenti, o per forme mascherate di adozione internazionale. Penso infine a tutti coloro che vengono rapiti e tenuti in cattività da gruppi terroristici, venduti più volte, seviziati, mutilati, o uccisi.

            Oggi come ieri, si pensa che la persona umana possa essere trattata come un oggetto. Altre cause vi concorrono, come la povertà, il sottosviluppo e l’esclusione, quando esse si combinano con il mancato accesso all’educazione o inesistenti opportunità di lavoro.

Anche la corruzione di coloro che sono disposti a tutto per arricchirsi va annoverata tra le cause della schiavitù. «Questo succede quando al centro di un sistema economico c’è il dio denaro e non la persona umana. Altre cause ancora sono i conflitti armati, le violenze, la criminalità e il terrorismo.

            Vorrei ricordare l’enorme lavoro silenzioso che molte congregazioni religiose, specialmente femminili, portano avanti da tanti anni in favore delle vittime. Questo immenso lavoro, che richiede coraggio, pazienza e perseveranza, merita apprezzamento da parte di tutta la Chiesa e della società. Ma non basta. Occorre anche   l’impegno istituzionale di prevenzione, di protezione delle vittime e di azione giudiziaria nei confronti dei responsabili. Gli Stati dovrebbero vigilare affinché le proprie legislazioni nazionali sulle migrazioni, sul lavoro, sulle adozioni, sulla delocalizzazione delle imprese e sulla commercializzazione di prodotti siano realmente rispettose della dignità della persona. Le organizzazioni della società civile, dal canto loro, hanno il compito di sensibilizzare e stimolare le coscienze sui passi necessari a contrastare e sradicare la cultura dell’asservimento.

Globalizzare la fraternità, non la schiavitù né l’indifferenza!

 

 

 

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CALENDARIO

LITURGICO e PASTORALE

Do 04  II dopo Natale    Sir. 24,1-4.12-16; Ef. 1,3-6.15-18; Gv. 1,1-18        Proprio Do 11  battesimo Gesù  Is. 55,1-11; 1 Gv. 5,1-9; Mc. 1,7-11                   1 salterio

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Lunedì

5

18.30

memoria di Segantin Antonio

memoria di Tonon Gianfranco

 

Martedì

6

9.00

 

 

10.30

memoria di Papa Andrea e Regina

memoria di Borean Luigia e Zaia Vittorio

 

memoria di Bonotto Cesira

 

 

 

 

 

Mercoledì

7

18.30

memoria di tutti i defunti

 

 

 

 

Giovedì

8

8.00

memoria di tutti i defunti

 

 

 

 

Venerdì

9

18.30

memoria di tutti i defunti

 

 

 

 

Sabato

10

18.30

memoria di Cagna Enrico

memoria di De Coppi Disma

 

 

 

 

Domenica

Battesimo di Gesù

11

9.00

memoria di Tonon Agostino

memoria di Marchetti Carla

 

 

 

 

10.30

memoria di tutti i defunti

 

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  Epifania. La Santa Messa sarà celebrata:

         Lunedì 5 gennaio alle ore 18.30, e<  Martedì 6 alle ore 9 e alle 10.30

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    Sabato 10, incontro dei genitori dei bambini di  prima e di seconda elementare. Alle ore 14.30

Domenica 11: alla Messa delle ore 10.30, celebrazione di due battesimi

Domenica 11, alle ore 16.30 nella nostra parrocchia, celebrazione post battesimo con i bambini e le famiglie dalla nostra Unità Pastorale

 Lunedì 12 incontro unitario dei ragazzi di 1° media e dei loro genitori. L’incontro è, per tutti, alle ore 17.30

Giovedì 15 approfondimento del salmo 16: Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio… L’incontro è in via degli Olmi e viene proposto in due orari, alle ore 16.30 e alle ore 20.30, per favorire la partecipazione

§  Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani: dal 18 al 25 gennaio

 

 

 

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Pagina a cura del gruppo internet della Parrocchia dell'Annunciazione 

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